“Non fingere di non vedere”: una campagna per Legambiente contro le ecomafie

La settimana scorsa vi ho parlato di Stefania Ferro, una giovane Art Director che ho conosciuto un po’ per caso. E di uno dei suoi lavori, il concept di una campagna ambient sul programma “Street to school” di Aviva.
Oggi vi voglio parlare di un altro dei suoi lavori, vincitore del 2° premio agli “Spot School Award 2011” della Fondazione Accademia.

Si tratta di una campagna integrata per Legambiente, per comunicare l’impegno di quest’ultima contro gli abusi delle cosiddette ecomafie – abusivismo edilizio, ecomostri, cementificazione selvaggia, traffico e smalitimento illecito di rifiuti, anche tossici, scarichi industriali abusivi – e per sensibilizzare la gente su questo importante quanto delicato tema.

La campagna, ideata e curata insieme all’Art Director Enzo Girardi e alla Copywriter Emilia Sernagiotto, prevedeva azioni integrate di marketing tradizionale (direct) e non convenzionale (street e stickering), con un claim comune: “Non fingere di non vedere“.
L’idea comune a tutte le azioni previste dalla campagna è proprio quella di mostrare, aldilà di ogni ipocrisia e finzione, cosa succede quando gli abusi delle ecomafie vanno a colpire i luoghi naturali più incantevoli.

Per quanto riguarda il direct marketing, è stata ideata una speciale cartolina postale ad inserti scorrevoli, che mostra un bellissimo paesaggio marino con la scritta “Tanti saluti“. Tirando le linguette laterali, però, entrano in scena inquinamento ed ecomostri, svelando così una realtà diversa da quella che appariva inizialmente. E la scritta diventa “Tanti saluti all’ambiente“.
Sul retro della cartolina, un breve messaggio che descrive gli effetti delle ecomafie sull’ambiente e incita a “non fingere di non vedere” e a denunciare a Legambiente qualsiasi abuso di questo genere.

Le azioni di Street Marketing e di Guerrilla Stickering sono simili, ovvero si aggiungono i due elementi di cui sopra a dei paesaggi naturali, in questo caso reali. Nella prima, vengono utilizzati dei cannocchiali per turisti, nella seconda degli sticker ai lati dei finestrini di un treno. Entrambe dunque sfruttano l’effetto ottico per portare il proprio messaggio.

Chissà che non vedremo presto questa ottima campagna nelle nostre città. Personalmente, me lo auguro.

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