“Bruciamo i libri!” per salvare una biblioteca

Vi racconto una storia. C’era una volta, in una città di un Paese lontano, una piccola biblioteca di quartiere che si chiamava Troy, una di quelle a misura d’uomo, dove i libri raccontano anche le vite delle persone che hanno vissuto lì. Quella città si chiama Detroit, il Paese lontano è lo stato del Michigan, negli USA. Ed è la storia di un piccolo miracolo della comunicazione e dell’inventiva.

Dopo anni di onorata attività e di dedizione verso la cultura, la biblioteca rischiava di chiudere perchè il Comune non aveva più soldi per mantenerla. Un estremo tentativo di salvataggio era stato provato, proponendo alla cittadinanza un lieve aumento delle tasse dello 0,7%. Aumento caldamente osteggiato dalla popolazione, che ha cominciato una forte campagna di comunicazione contraria alla mozione. La biblioteca sembrava spacciata.

Come in tutte le storie, c’era bisogno dell’intervento di un eroe. L’eroe, in questo caso, si chiama Leo Burnett, famosissima agenzia di comunicazione che opera con successo – e con grande creatività – in tutto il mondo.
L’eroe, però, aveva bisogno di operare in maniera astuta perchè il “cattivo” era troppo forte per essere affrontato a viso aperto. L’eroe aveva bisogno di un travestimento. E così si è presentato al nemico sotto mentite spoglie, creando un gruppo di persone fake che ha iniziato una campagna di comunicazione parallela, con un messaggio forte: “Bruciamo i libri!“.

La campagna ha utilizzato prima lo strumento del guerrilla, con cartelli e affissioni per le strade che pubblicizzavano un evento – successivo alla votazione per l’aumento delle tasse – in cui sarebbero stati bruciati dei libri. Poi ha coinvolto anche il web e i social network, Facebook e Twitter in primis, e infine i media tradizionali, creando indignazione da parte degli internauti e dell’opinione pubblica in generale.

Come in tutte le storie, è arrivato infine il classico colpo di scena. Una volta suscitata la giusta attenzione mediatica e il giusto buzz a livello nazionale, una volta raggiunto lo scopo di mettere la gente dalla parte dei libri e della cultura, l’eroe si è finalmente svelato, con questo messaggio: “Un voto contro la biblioteca è come un voto per bruciare libri“.

L’eroe alla fine ha vinto, l’attenzione è stata spostata con successo dalle tasse ai libri, la maggioranza delle persone ha votato “” alla mozione e ha salvato la biblioteca dalla chiusura.
E vissero tutti felici e contenti.

Fonte: Bloguerrilla

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