Cloo, quando la toilette diventa social

Posso usare il tuo bagno?“. Quante volte un nostro amico o conoscente, ci ha chiesto di poter espletare i propri bisogni corporali nella nostra toilette? Hillary Young e Deanna McDonald, due studentesse statunitensi, devono essere partite da questo per elaborare la loro bizzarra quanto intrigante idea.

Sto parlando di Cloo, un’app per iPhone – anzi, per ora solo un concept – che viene incontro a chi per strada viene colpito da un bisogno impellente di andare al bagno, ma non vuole nè andare disperatamente alla ricerca di una toilette, nè rischiare di trovare maleodoranti sorprese in qualche bar, ristorante o servizio pubblico. E allora perchè non andare da amici, o meglio, dagli amici dei propri amici?

Cloo – nome che comprime i termini community e loo, ovvero cesso – unisce la funzionalità GPS dell’iPhone alle reti sociali dei social media più famosi per mostrare all’utente, su una mappa interattiva, il bagno più vicino tra quelli disponibili, cioè tra quelli delle persone che hanno accettato di aderire al servizio, gratis o a pagamento.
Per scongiurare il pericolo di brutti incontri sia per chi offre il servizio che per chi ne usufruisce, ogni utente può sbirciare il profilo degli altri, quali collegamenti hanno con la propria rete di amicizie, chiedere eventualmente recensioni dai propri amici social e persino vedere una foto del loro bagno. Insomma indagare sulla loro “toilet reputation”, chiamiamola così. Se per l’utente questa è positiva, allora può inviare una richiesta al padrone di casa, il quale potrà accettarla o meno.
Il pagamento, nel caso in cui il servizio lo preveda, può avvenire anche semplicemente con un bump, ovvero facendo sbattere lievemente tra di loro i due iPhone. Sempre che non si voglia usare il vecchio pagamento cash.

Un’idea sicuramente innovativa e quantomai coraggiosa, perchè se è vero che oramai la nostra socialità sul Web ci porta a condividere di tutto, dalle informazioni alle cucine – vedere l’esempio di start-up come Cookous e CookHunter – e ai divani – il successo del Couchsurfing è stato strepitoso – è anche vero che forse l’unico posto che non vorremmo dividere con nessuno e dove ci sentiamo a casa nostra, e anche un po’ padroni, è proprio il nostro bagno.

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