Da suoni e rumori l’energia per ricaricare il cellulare

Chi vive in città deve convivere ogni giorno con i rumori che lo circondano. Automobili, cantieri – da mesi ne so qualcosa, visto che il mio ufficio si affaccia su uno dei cantieri della nuova metropolitana di Roma – persino quando i propri vicini tengono la TV troppo alta o decidono che il trapano è il loro migliore amico. Ebbene, forse leggendo questo articolo vedrete tutto ciò in un’ottica diversa.

Sang-Woo Kim, ricercatore presso l’Istituto di Nanotecnologia della “Sungkyunkwan University” di Seoul, ha scoperto che i rumori che ogni giorno ci infastidiscono possano diventare una fonte energetica rinnovabile. Questo studioso sta attualmente lavorando in un campo scientifico molto particolare conosciuto come “Scavenging energy” – possiamo tradurlo come “Energia dalla spazzatura” – nel quale si vanno a cercare fonti di energia dalle attività giornaliere dell’uomo, come il camminare e il parlare. Una di queste potrebbe essere proprio composta dalle vibrazioni che ogni rumore genera e il ricercatore coreano ha ideato un modo per catturare queste vibrazioni e trasformarle in energia pulita. Una tecnologia che permetterebbe ad un telefono cellulare di ricaricarsi senza bisogno di cavi e prese di corrente elettrica.

Come? Inserendo dei piccoli filamenti di ossido di zinco in due elettrodi all’interno del cellulare. Nel momento in cui le onde sonore che compongono il rumore colpiscono un tampone fonoassorbente all’interno dell’apparecchio, facendolo vibrare, i filamenti di ossido di zinco si comprimono e si rilasciano e questo movimento continuo genera una corrente elettrica in grado di ricaricare la batteria del cellulare.
Un prototipo di questa tecnologia è stato in grado di convertire 100 decibel di suono, l’equivalente del traffico cittadino, in 50 millivolt di elettricità, ancora troppo pochi per ricaricare una batteria completamente scarica. Ma gli ingegneri del team di Sang-Woo Kim sperano che, alterando il materiale con cui sono fatti i filamenti, sarà possibile produrre un’energia maggiore da suoni più bassi, come una conversazione vocale.

«Il suono esiste da sempre nelle nostre vite e nell’ambiente – ha spiegato il dottor Sang-Woo Kim al “Daily Mail” – ma è stato sempre trascurato come fonte energetica. Questo ci ha perciò spinto a trovare il modo di trasformare il suono della parola, della musica o anche lo stesso rumore in energia elettrica».
Sarebbe una innovazione sensazionale nel mondo della telefonia e dell’hi-tech in generale, nonchè un grosso passo in avanti verso l’utilizzo sempre più abituale di energie pulite e rinnovabili.

Fonti: Physorg; Corriere.it

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